Secondo un’indagine Ipsos per il Myllennium Award 2026, condotta su 800 giovani tra i 18 e i 30 anni, solo il 21% si sente preparato per il mondo del lavoro. Nella maggior parte dei casi, però, le competenze ci sono: semplicemente non compaiono nel curriculum. La soluzione è nominarle, dimostrarle e metterle nei punti giusti del CV.
Il momento è delicato. Ad agosto 2026 il tasso di disoccupazione giovanile è salito al 20,3%, secondo l’Istat. Allo stesso tempo, il Bonus Giovani 2026 incentiva le assunzioni stabili degli under 35, e dal 1° dicembre le offerte di lavoro incentivate passeranno obbligatoriamente dalla piattaforma pubblica SIISL.
Perché i giovani dubitano delle proprie competenze?
I giovani affrontano un ingresso nel lavoro più difficile: meno posizioni per chi non ha esperienza, una selezione sempre più automatizzata e un percorso ancora troppo breve per saper descrivere ciò che sanno fare. Nella stessa indagine Ipsos, il 58% ritiene difficile entrare nel mondo del lavoro.
Non è una questione di motivazione. Secondo il Rapporto CIDA-Censis 2026, il 95,5% dei giovani tra i 18 e i 34 anni si dice disposto a sviluppare nuove competenze. Il problema, spesso, è che non riconoscono quelle che hanno già.
Un lavoro stagionale come cameriere in uno stabilimento balneare, ad esempio, richiede gestione delle ordinazioni nei momenti di punta, cortesia con i clienti e affidabilità sui turni. Sono competenze reali, ma compaiono nel CV solo se le scrivete.
Quali novità ci sono per i giovani che cercano lavoro?
Il Bonus Giovani 2026, introdotto dal decreto-legge n. 62 del 30 aprile 2026, prevede l’esonero totale dei contributi per i datori di lavoro privati che assumono a tempo indeterminato under 35 nel corso del 2026. Per le imprese, assumere un giovane alla prima occupazione stabile costa quindi meno.
Dal 1° dicembre 2026, per accedere a questi incentivi, le aziende dovranno pubblicare l’offerta sul SIISL prima dell’assunzione. Lo prevede il decreto ministeriale n. 134 del 5 ottobre 2026. Sul tavolo c’è anche la legge di Bilancio 2027, attesa in Consiglio dei ministri intorno al 20 ottobre, con misure annunciate per gli under 35.
Il SIISL, a cosa serve per il vostro CV?
Il SIISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa) è la piattaforma pubblica del Ministero del Lavoro, gestita dall’INPS. È gratuita e permette di caricare il proprio curriculum, consultare offerte di lavoro e scoprire percorsi formativi.
Con il nuovo obbligo, le aziende che vogliono gli sgravi pubblicheranno le loro offerte proprio lì, e potranno consultare i curricula dei candidati. Iniziate quindi creando il vostro profilo con SPID o CIE. Caricate poi un CV aggiornato, costruito con il metodo descritto qui sotto.
Come individuare le competenze che avete già, senza esperienza lavorativa?
Partite da ciò che avete fatto, non da un elenco di qualità. Elencate le attività degli ultimi tre anni: lavori stagionali, tirocini, progetti universitari, volontariato, sport di squadra, Servizio Civile Universale.
Per ciascuna, scrivete cosa facevate con un verbo d’azione preciso: « accogliere », « organizzare » o « formare », invece di « collaborare ». Collegate poi ogni azione alla competenza che dimostra. Fare l’animatore in un centro estivo, ad esempio, significa gestione di gruppo, attenzione alla sicurezza e comunicazione con le famiglie.
Confrontate infine questo elenco con gli annunci che vi interessano. Le competenze che ritornano spesso vanno messe in evidenza. Quelle che mancano indicano cosa vi resta da sviluppare.
Come presentare le competenze nel CV in modo credibile?
Una competenza è credibile quando poggia su una prova: un’azione, un contesto e, se possibile, un risultato. « Dinamico, preciso, orientato al lavoro di squadra » non dà al selezionatore alcun modo di verificare ciò che affermate.
Si distinguono le competenze tecniche (hard skills), cioè abilità misurabili come un software o una lingua, e le competenze trasversali (soft skills), come l’organizzazione o l’ascolto. Entrambe contano, ma vanno sempre ancorate a un’esperienza concreta.
In pratica, inserite ogni competenza nell’esperienza in cui l’avete usata. Scrivete per esempio « Gestione delle ordinazioni ai tavoli nei weekend di alta stagione » invece di « orientamento al cliente ». Raggruppate poi in una sezione dedicata le sei-otto competenze richieste dall’annuncio, riprendendone i termini esatti.
Questi termini contano anche per gli ATS (Applicant Tracking System), i software che selezionano automaticamente le candidature confrontando il CV con l’annuncio. Per lo stesso motivo, scrivete « Inglese: livello B2 » invece di usare barre o stelline, che questi software non sanno leggere.
Gli interessi personali possono dimostrare una competenza?
Sì, se sono precisi. Quando l’esperienza lavorativa è poca, la sezione interessi mostra spesso ciò che il resto del CV non dice: costanza, responsabilità, lavoro di squadra.
« Calcio » non dice nulla al selezionatore. « Capitano di una squadra di calcio a 5 in un campionato amatoriale » mostra invece la capacità di guidare un gruppo nel tempo. La regola è semplice: un interesse, una pratica concreta, e ciò che rivela di voi.
Tenete due-quattro interessi, ciascuno con un ruolo, una frequenza o un livello. Un volontariato regolare o un anno di Servizio Civile Universale meritano spesso un posto nelle esperienze.
Quali ritocchi rapidi fare al CV da studente?
Iniziate dal titolo: sostituite « Curriculum vitae » con il nome della posizione cercata, ripreso dall’annuncio. Aggiungete poi un profilo professionale di due-tre righe che riassuma il vostro percorso di studi, le due competenze più utili per il ruolo e il vostro obiettivo.
Riscrivete ogni esperienza in modo che inizi con un verbo d’azione e si chiuda, se possibile, con un risultato. Mettete per prima la sezione più utile per il ruolo, formazione o esperienza. Inserite in fondo l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai sensi del Regolamento UE 2016/679, che molti selezionatori italiani si aspettano ancora. Infine, salvate il CV in PDF su una sola colonna, con testo selezionabile.
L’apprendistato è un buon modo per acquisire competenze?
Sì. L’apprendistato permette di sviluppare competenze mentre si svolge un vero lavoro retribuito. E in Italia è, per legge, un contratto a tempo indeterminato (art. 41 del D.Lgs. 81/2015), con una fase formativa iniziale.
Nella candidatura, partite da ciò che sapete già fare, poi spiegate cosa vi aspettate di imparare. Il datore di lavoro cerca soprattutto motivazione, affidabilità e un progetto coerente tra formazione e ruolo.
Cosa ricordare
-
Solo il 21% dei giovani si sente preparato per il lavoro, mentre la disoccupazione giovanile è salita al 20,3% ad agosto 2026.
-
Dubitare delle proprie competenze non significa non averne: spesso mancano solo nel CV.
-
Dal 1° dicembre 2026 le assunzioni incentivate passano dal SIISL, dove potete caricare gratuitamente il vostro curriculum.
-
Una competenza credibile poggia su un’azione, un contesto e, se possibile, un risultato.
-
Interessi precisi possono dimostrare una competenza che il resto del CV non mostra.
-
L’apprendistato è un contratto a tempo indeterminato che permette di formarsi lavorando.
Domande frequenti
Quali competenze inserire nel CV se non ho mai lavorato?
Quelle acquisite negli studi, nei tirocini, nei progetti di gruppo, nel volontariato o nello sport. Collegate ciascuna a un’attività precisa: una competenza modesta ma dimostrata pesa più di una qualità solo dichiarata.
Cos’è il SIISL e conviene iscriversi?
È la piattaforma pubblica del Ministero del Lavoro, gestita dall’INPS, dove potete caricare il CV e consultare offerte e corsi. Dal 1° dicembre 2026 le aziende che vogliono gli incentivi alle assunzioni dovranno pubblicarvi le offerte, quindi esserci con un CV aggiornato è un vantaggio.
Quante competenze indicare nel CV da studente?
Sei-otto nella sezione dedicata, dando priorità a quelle richieste dall’annuncio. Le altre possono comparire nella descrizione delle esperienze.
I selezionatori leggono davvero la sezione interessi?
Sì, soprattutto in un CV con poca esperienza. Gli interessi devono mostrare costanza o responsabilità: « viaggi, lettura, sport » non aggiunge alcuna informazione.
Il Bonus Giovani 2026 riguarda anche l’apprendistato?
No. Il Bonus Giovani 2026 copre le assunzioni a tempo indeterminato degli under 35 e non si applica all’apprendistato, che gode già di una contribuzione ridotta.
Fonti esterne
-
Istat: Occupati e disoccupati, agosto 2026 (https://www.istat.it/comunicati-stampa/occupati-e-disoccupati-dati-provvisori-agosto-2026/)
-
Libero Quotidiano (Adnkronos): indagine Ipsos per il Myllennium Award 2026 (https://www.liberoquotidiano.it/news/general/48492566/solo_per_21_giovani_propria_formazione_prepara_davvero_al_lavoro/)
-
Informazione Fiscale: Rapporto CIDA-Censis 2026 (https://www.informazionefiscale.it/rapporto-cida-censis-2026-giovani-lavoro-merito)
-
Informazione Fiscale: SIISL e assunzioni agevolate dal 1° dicembre 2026 (https://www.informazionefiscale.it/siisl-obbligo-pubblicazione-assunzioni-agevolate-novita-decreto-retroattivo)
-
PMI.it: Bonus Giovani 2026, DL 62/2026 (https://www.pmi.it/economia/lavoro/494306/bonus-giovani-2026-assunzioni-under-35.html)